![]() A Modena La dott.ssa Monica Martelli è titolare di un ambulatorio di endodonzia, vanta esperienza consolidata e un costante aggiornamento professionale. Utilizza le metodologie, le tecniche diagnostiche e strumentali più innovative nel settore. È in grado di garantire diagnosi precoci e interventi risolutivi nella branca endodontica e garantisce una salute non solo esterna, ma anche e soprattutto interna al dente. Si occupa della della polpa dentale e dei tessuti periradicolari. La pratica clinica sorveglia la polpa normale. Ha come obiettivo terapeutico la prevenzione , la diagnosi e il trattamento della patologia e delle lesioni della polpa e delle condizioni peri-radicolari ad esse associate UN sorriso smagliante è il biglietto da visita “speciale” da offrire agli altri: è ciò che appare in superficie! Nella nostra bocca la sostanza è rappresentata dalla polpa dei denti, cioè la parte molle non visibile ad occhio nudo, protetta dalla parte più esterna (lo smalto). |
![]() L’endodonzia è la branca odontoiatrica che si occupa della salute dell’interno del dente. Molti associano questo settore esclusivamente alla devitalizzazione, all’intervento cioè di asportazione della polpa del dente: in realtà, questo è solo uno dei possibili trattamenti. Gli interventi endodontici permettono di curare la polpa, le vene, le cellule connettivali, le terminazioni nervose e i tessuti che sono presenti all’interno del dente. La natura dell’infiammazione può essere accertata con altri test, come quelli termici, quelli della percussione e della palpazione; fondamentale rimane l’esame radiologico. Una volta accertata la patologia del dente, si passa alla fase terapeutica e, infine, a quella dell’otturazione. La minaccia principale per la salute dell’interno del dente è la carie: è molto insidiosa e, soprattutto, non presenta né sintomi né dolore; talvolta si presenta come ipersensibilità al freddo o al caldo, ma potrebbe essere già troppo tardi. Soltanto una visita periodica dal dentista può garantire lo studio approfondito della situazione con un intervento immediato e senza rischi per la salute del dente, ed evitare così la sua eventuale devitalizzazione. |
![]() Glossario: POLPA NORMALE E MALATTIE DELLA POLPA POLPA NORMALE – È la polpa di un dente sano. Risponde normalmente ai vari test di vitalità . In radiografia mostra una lamina dura intatta ed un normale legamento parodontale su tutto il perimetro della radice. Sono assenti segni di obliterazione canalare dovuti alla calcificazione. IPEREMIA PULPARE – è una situazione clinica ancora reversibile, caratterizzata dall’insorgenza di un improvviso dolore acuto in risposta ad uno stimolo termico. PULPITE –è l’infiammazione irreversibile del tessuto pulpare . nei primi stadi causa un dolore spontaneo, amplificato da stimoli caldi e/o freddi. NECROSI DELLA POLPA – quando la pulpite persiste per un certo periodo di tempo, determina la cancrena del tessuto pulpare. Si configura il quadro di “dente morto”. ASCESSO ALVEOLARE – L’ascesso alveolare acuto è rappresentato da una raccolta di pus localizzata a livello dell’osso alveolare circostante l’apice di un dente, la cui polpa è andata in necrosi. GRANULOMA DENTALE – È una infiammazione cronica reattiva del dente, senza sintomi e può evolvere in un ascesso o in una fistola gengivale. CISTI DENTALE – è una raccolta fluida o di materiale semi-solido, tappezzata da un epitelio pluri-stratificato. |
![]() ![]() BUONE PRATICHE Il Protocollo terapeutico endodontico consta di tre fasi: 1) Fase diagnostica e di sorveglianza a distanza Radiografia Endorale è utile per la diagnosi iniziale differenziale tra patologia cariosa dei tessuti duri del dente e quella parodontale della gengiva. L’esame radiografico è forse il test diagnostico più importante, utile per il controllo a distanza della terapia canalare. Serve a sorvegliare la regressione della patologia peri-apicale e peri-radicolare dimostra l’efficacia della terapia effettuata e il ritorno alla salute. Test Termico valuta e fornisce le condizioni pulpari di salute o di infiammazione. La polpa sana risponde a stimoli termici differenziati al caldo o al freddo: una volta rimosso lo stimolo la sensibilità indotta sparisce La polpa infiammata invece o non dà nessun tipo di risposta, oppure risponde con una ipersensibilità esageratamente intensa e prolungata nel tempo. Test della percussione è aspecifico: esamina la presenza di un’infiammazione del legamento parodontale senza indicazioni sulle condizioni della polpa . Aiuta a diagnosticare una parodontite apicale acuta causata da una pulpite o da un trauma occlusale o da gengivite . Questo test è controindicato nelle incrinature o nelle fratture della corona del dente. Test della Palpazione: prevede una leggera pressione delle dita nella zona di sospetta pulpite. Indica i limiti della zona tumefatta, e ci informa della mobilità dei denti o di un eventuale frattura. Altri Test Specifici: il test dell’anestesia, la Trans-illuminazione della corona, il Test di cavità, il Test di masticazione. 2) fase terapeutica esecutiva trattamento endodontico/cura canalare: Obiettivi terapeutici Fase preparatoria sono: rimuovere il tessuto pulpare infetto e conferire al canale stesso una forma adeguata a contenere il materiale di otturazione, così da favorire l’immediatamente guarigione e la riparazione dei tessuti periradicolari. Fasi terapeutiche: • Apertura della camera pulpare • Preparazione del canale radicolare con detersione e sagomatura dello stesso. La detersione del canale avviene in questo modo si ricorre a tecniche asettiche, con l’isolamento del dente per mezzo della diga di gomma e di agenti chimici che favoriscono la rimozione della carica batterica presente, nella degradazione della polpa e nella dentina radicolare infetta. È una vera e propria toilette delle pareti del canale radicolare. La sagomatura del canale viene oggi eseguita sia con strumentazione manuale che meccanica al nickel-titanio: la sagomatura avviene in sicurezza e si ottiene una adeguata forma del lume endodontico. 3) Fase di otturazione Il canale del dente viene preparato e otturato con la guttaperca: è un materiale inerte, biocompatibile e termoplastico; viene condensato con varie tecniche, e si sceglie la più adatta al caso specifico. Si prosegue con l’uso di uno speciale cemento endodontico canalare per garantire un’otturazione ermetica e un adeguato sigillamento. Tutti i denti sottoposti a trattamento di endodonzia vanno ricostruiti in modo opportuno con tecniche e materiali idonei. In base allo stato residuo della sostanza coronale si procederà con le cure che il professionista riterrà più adatte. |
![]() ENDODONZIA FAQ Cos’è un granuloma? Il granuloma è un’infezione circoscritta all’apice radicolare del dente a polpa necrotica; si sviluppa in seguito all’aggressione dei batteri presenti all’interno del canale radicolare. Il granuloma può tornare dopo il trattamento di endodonzia? Nonostante la cura sono ancora presenti all’interno del canale radicolare residui di polpa necrotica e pertanto i batteri continuano ad infettare il periapice. In questi casi va eseguito, ove possibile, un ritrattamento endodontico. Se anche il ritrattamento canalare non dovesse guarire il granuloma cosa si fa? In questo caso sarà necessario eseguire un piccolo intervento chirurgico, l’apicectomia, cioè la resezione dell’apice radicolare da cui provengono i batteri, dopo la chiusura ermetica del canale radicolare. In questo modo i processi di difesa dell’organismo. Una volta eliminato lo stimolo infettivo, processi di difesa dell’organismo porteranno alla guarigione dei tessuti e a riconquistare la salute. Un dente devitalizzato è un dente morto? Possiamo definire un dente devitalizzato come “dente morto” perché viene privato del tessuto vitale interno, composto da vasi sanguigni e nervi. La rimanente struttura del dente è formata da tessuto minerale inorganico. Il dente devitalizzato va sempre incapsulato? Il dente sottoposto alle cure endodontiche, è più fragile; poichè è stato asportato il tessuto pulpare quindi è suscettibile di frattura per le notevoli forze masticatorie che lo sollecitano. La percentuale di frattura dei denti devitalizzati non ricoperti da corone protesiche è maggiore per i molari e premolari, perché deputati alla fine triturazione dei cibi, rispetto agli incisivi e ai canini, deputati alla sola incisione. Pertanto, per salvaguardare l’integrità dei primi, è opportuno rivestirli con capsule. Endodonzia o estrazione dentale e implantologia? Con l’analisi clinica e radiologica si valuta se il dente con carie penetrante può essere recuperato con successo. Con prognosi favorevole a lungo termine, si opta per l’endodonzia. Se invece, risulti irreversibilmente compromesso, è preferibile estrarlo e rimpiazzarlo con un impianto. Per la ricostruzione del moncone di un dente devitalizzato, un perno in oro o in fibra di vetro? Esistono precise indicazioni sia per l’applicazione del perno in oro che per quello in fibra di vetro. Il perno in fibra di vetro ha un modulo di elasticità molto vicino a quello della naturale struttura dentale. Si valuta la quantità di tessuto dentale residuo al di sopra del bordo gengivale. Devono essere presenti almeno due delle quattro pareti della corona dentale e l’adesione migliora in presenza di smalto. Se non esistono queste condizioni va applicato un perno moncone in oro: l’esecuzione è più complessa, richiede un allungamento dei tempi di cura e un conseguente aumento dei costi. Il dente devitalizzato diventa sempre un dente scuro? I materiali utilizzati oggi in endodonzia sono più rispettosi della naturale cromacità del dente rispetto a quelli utilizzati in passato. Il dente devitalizzato può comunque subire nel corso degli anni alterazioni di colore dipendenti dalla contaminazione dei suoi tessuti duri da parte dei tessuti pulpari degradati. Se si verifica tale inconveniente è possibile risolvere l’inestetismo con un semplice ed efficace trattamento di sbiancamento interno: si riporta così il dente scurito ad un colore anche più bianco dell’originale. |
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